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un antifemminista al mese

adriano celentano

marzo 1975

«Il tuo bacio è come un rock che mi morde col suo swing — è assai facile il knock-out e mi fulmina sul ring Fa l’effetto di uno shock — e perciò canto così: oh oh oh oh oh oh oh, il tuo bacio è come un rock»: così, nella lontana estate del 57, Adriano Celentano, detto il molleggiato, faceva i suoi esordi” nel mondo della canzone”, con un messaggio di esemplare essenzialità. Le parole delle canzoni d’allora, comunque, non contavano, destinate com’erano a perdersi tra ululi, saltelli, contorcimenti e convulsioni. Quasi vent’anni dopo, in questo 75 incupito, stravolto, tanto diverso dalle ingenue, distese stagioni del” boom” e dei juke-box, in questi anni settanta dissacratori e disincantati in cui persino la canzone si è fatta sofisticata, strizza l’occhio alla psicanalisi, allo zen e alle tavole rotonde ritroviamo il” Molleggiato” così come l’abbiamo lasciato, quasi l’avessimo messo in frigorifero la sera prima, eterno ciuffo in fronte, eterno ragazzone con la faccia da scemo, eterno dispensatore di messaggi canori in cui gli ingredienti, accuratamente dosati, sono sempre gli stessi: <I cosiddetti Valori (Dio – Patria – Famiglia, ma soprattutto Dio e Famiglia) divulgati alle folle in versetti di facile comprensione, del tipo che” van diritti al cuore” per intenderci.

C’è la crisi della religione? Niente paura. «Pregherò per te che la fede non hai e se tu lo vorrai crederai»; ulula negli anni sessanta, Equazione di rara consequenzialità, il” pregare per credere” risuona negli oratori e nei collegi di tutta Italia (era una delle poche canzoni, ricordo, che le suore ci concedevano di ascoltare durante la ricreazione). C’è la crisi della coppia, i rapporti a due si fanno sempre più difficili? Celentano-Zarathustra  scende  dalla Brianza col suo messaggio rassicurante e canta insieme alla moglie, ex soubrette regolarmente e religiosamente impalmata, cattolicamente messa incinta a ritmo serrato «Siamo la coppia più bella del mondo — e ci dispiace per gli altri che sono soli, che sono tristi perché non sanno più cos’è l’amore». E alle folle lacrimose, in spasmodica attesa, consegna la Verità Rivelata: «Il vero amore è sempre unito dal cielo». Nelle peste i concubini e gli amanti, mentre i Coniugati incedono felici tra ali di benedicenti funzionari della Sacra Rota. C’è la contestazione lo sciopero la disaffezione l’alienazione? Anche qui il Nostro interviene lapidario, quasi tacitiano: «Chi non lavora, non fa l’amore». Lama prenda nota, gli toccherà andare, se gli va bene, in Purgatorio. In quanto a lui, Celentano, non ha dubbi, neppure i ricordi e le nostalgie lo intrappolano in desideri o moti dell’animo men che benedetti, men che olezzanti di incenso. Se resta solo e ha voglia di qualcuno, come in «Azzurro» non rimpiange compagnie allegrone, goliardiche e un po’ (Dio li perdoni) scurrili, come qualunque ex ragazzo di oratorio ora” saprofita”. No, lui sospira: «Neanche un prete, per chiacchierar». Nel” mondo della canzone” dunque Celentano è rimasto quel che era: sempliciotto, col cuore in mano, attaccato ai Veri Valori, tutto casa-e-chiesa.

E fuori? È noto, come cantano le epiche di Novella Duemila e le epopee di” Sorrisi e canzoni”, che navigando di preghiera in preghiera e di convulsione in convulsione, è approdato ai lidi beati della villa con venticinque-camere-e-piscina (dove si ammucchiano i fedelissimi del suo Clan, moglie, figli, parenti, amici., ecclesiastici di lusso, su cui lui domina, Patriarca indiscusso) e delle vacanze con i Niarchos e i Von. In attesa del Paradiso e dei fasti celesti, si pasce dei fasti brianzol-cosmopilitani.

Il suo successo, dice, è un segno della benevolenza divina (teoria in perfetta linea col puritanesimo; che il Nostro, cattolico praticante, fine dicitore di rosari e degustatore di ostie, sia eretico senza saperlo?). Lui, comunque, è rimasto un puro, un Fedele a Se stesso, Attaccato alla Famiglia e ai Veri valori, come dimostra questa” summa” del pensiero celentaniano nella sua più recente versione (che abbiamo ricavato da un’intervista pubblicata su Panorama). Politica: «Al governo ci vorrebbe un uomo di polso», Tipo Charles De Gaulle, gli suggeriscono. «Bisognerebbe vedere cosa ha fatto De Gaulle. sentenzia. Certo Fanfani lo vedo più simpatico, è il più coraggioso di tutti. È della DC, vero?». Cultura: «Non leggo, è troppo faticoso. Non guardo il telegiornale: troppi morti». Aborto: «So che c’è questa polemica. Naturalmente sono contrario perché credo nei principi cristiani. Stroncare una vita dentro la pancia o fuori è la stessa cosa». E le donne che muoiono? «Non dobbiamo certo approvare una cosa ingiusta per salvaguardare quelle che muoiono. Tanto lo farebbero ugualmente anche se tosse legalizzato. È un palliativo, così la società non migliora». Anticoncezionali: «La pillola non va male. La pillola dice: mi metto qua e non faccio congiungere i due poli, così non scatta la scintilla». E poi la pillola «tutti, se vogliono, possono prenderla o stare attenti». Ma ha mai pensato, gli chiedono, che non tutti sono in grado di pagarsi i contraccettivi? «No, non ci ho mai pensato, ma anche se ci avessi pensato, troverei comunque ingiusto l’aborto». Divorzio: «Al divorzio non ho votato perché non mi sono sentito di decidere una cosa così importante. Confesso però che sono contrario, perché Cristo era contrario». Sesso: «Tra me e la mia donna è importante, ma non fondamentale. Ma se si parla di pornografia dilagante penso sia solo speculazione gratuita. Un po’ come quei giornali di nudo femminile». Che lui non compra, precisa, «ma mi capita di sfogliarli ogni tanto,  come  l’Unità».

Erotismo: «Bisogna avere pudore di certe cose, non fare vedere uno che tac apre le gambe e bum! Se proprio è necessario farlo vedere, io staccherei l’immagine, farei un disegno esplicativo lì dove c’è l’atto volgare». Verginità: Il nostro non ha voluto pronunciarsi sull’argomento, perché lo rende” agitato dentro”. Non c’è dubbio: «L’uomo Celentano» è perfettamente allineato con le sue canzoni. È una monade con l’ugola, senza porte e senza finestre, la cui Alfa canora («il tuo bacio è come un rock») coincide con l’Omega, canoro-cinematografica («Yuppi du», senza significato, titolo del suo ultimo misteriosissimo film). Che parli o che si esprima con un semplice ululo, Celentano rimane Fedele a Se stesso. Cioè al nulla. Cosmico e canoro.


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