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convegno sessuologia

nonostante tutto…

“tralasciamo tuttavia il moralismo dei sessuologi, di cui la stampa ha già abbondantemente parlato, gli strani interventi della tecnologia sessuale, le ricerche sull’”induratio penis” e la pedofilia, pei tornare a ciò che ci interessa più da vicino”.

dicembre 1978

tra preti sessuologi e sessuologi preteschi in un sottofondo di malcelata religiosità e moralismo latente si è svolto il III Congresso Mondiale di Sessuologia. Se il povero John Money, padre della sessuologia si è sforzato di inaugurare il Congresso con belle parole, a qualche giovane fanciulla sessuofobica del gruppo romano di Forleo che ha organizzato il convegno il suo intervento non è piaciuto: non va bene dar voce ai diritti degli omosessuali; riferire che in USA alcuni Stati sottraggono i fondi alle leggi che rendono pubblico l’aborto; affermare, che se in alcuni Stati esiste la dissidenza politica, negli stati avanzati occidentali esiste la dissidenza sessuale che va rispettata e tutelata nel suo diritto di esistere. Frammiste a inutili relazioni dell’ovvio si susseguono diapositive di interventi chirurgici al pene per ridar vigore all’organo afflosciato per un’impotenza su base organica; immagini di uomini dall’apparenza esteriore di donne, che dopo l’asportazione del seno, dell’utero e delle ovaie, e la stimolazione dello sviluppo di caratteri maschili come pelo e peluria, ci vengono ripresentati in veste di felici padri di bambini nati con inseminazione artificiale delle moglie. Tralasciamo tuttavia il moralismo dei sessuologi, di cui la stampa ha già abbondantemente parlato, gli strani interventi della tecnologia sessuale, le ricerche sull’“induratio penis” e la pedofilia per tornare a ciò che ci interessa più da vicino.\
gravidanza
Molte le ricerche sulla donna in gravidanza, ma, tutte a mio parere, in una prospettiva troppo limitata: Invece di affrontare il significato che la gravidanza assume per la donna, ciò che vuol dire vedersi giorno dopo giorno cambiare e trasformarsi, o ancora più cosa significa essere incinta per l’equilibrio psicofisico e sociale della donna, l’interesse dei ricercatori è stato volto a vedere come e quando si modificano i rapporti sessuali in gravidanza. Le donne incinte fanno l’amore più o meno spesso? Questo è il vero problema. Per Herms U. la donna durante la gravidanza non modifica la propria masturbazione, mentre talvolta prova orgasmi più intensi. La vagina, sempre durante la gravidanza per un fenomeno di vasocongestione (aumentata irrorazione del sangue) può talvolta diventare più piccola. Inoltre contrariamente a quanto dimostrato da Master and V. Johnson, tutte le ricerche presentate al congresso concordavano nel fatto che nel 2° trimestre di gravidanza diminuisce la frequenza dei rapporti sessuali di coppia; per gli uomini inoltre il desiderio è invariato o aumenta (4%) per tutto il tempo della gravidanza della moglie. Sempre per quel che riguarda l’uomo viene confermato che talvolta si assiste a fenomeni di “couvade” (G. Charbonnier): l’uomo per invidia di ciò che sta succedendo alla propria compagna e incapacità a sentirsi partecipe di questa sua esperienza, assume una serie di comportamenti identificatori con la moglie per cui, anche se non arriva a imitarne in tutto i comportamenti come gli uomini di alcune tribù primitive, si comporta come se fosse lui a dover partorire e richiede proprio alla moglie maggiori cure e attenzioni.

ipotesi di ricerca
Interessante anche il tentativo della dott. C. Marks di stabilire una relazione tra posizione coitale e livelli di potere della donna e dell’uomo all’interno della organizzazione sociale; considerare cioè la cinetica codificata nell’usuale posizione coitale come espressione microcosmica del contesto socio-culturale. I risultati sono tuttavia equivoci: secondo la ricercatrice, la differenza tra la posizione amatoria descritta dai vasi greci antichi, l’uomo in piedi e la donna davanti a lui piegata in due in avanti, a mo’ di capretta, e quella più paritetica, oggi in uso in America, uomo e donna orizzontali, uno vicino all’altro, con i volti che si guardano, indicherebbe che oggi in Usa il rapporto uomo donna è realmente paritetico. Aggirandosi sperdute qui e lì per le sale del Congresso si potevano ascoltare anche i risultati di diverse ricerche a carattere fisio-psicologico sull’orgasmo femminile tendenti a ricercare quali parti del corpo della donna sono coinvolte nella risposta orgasmica: oltre alla già nota sensibilità della parete anteriore della vagina sembra che abbiano trovato che anche il muscolo pubo-coccigeo ha una motilità vaginale (Graver B e Kline Graber G.).

terapie sessuali
Più difficile il discorso sulle vere e proprie famigerate terapie sessuali. Casi di anorgasmia (impossibilità della donna a godere), frigidità (impossibilità della donna a provare qualsiasi sensazione corporea genitale piacevole), vaginismo (impossibilità della vagina ad aprirsi e a far penetrare il pene o anche solo un dito della donna stessa), fobie sessuali (insorgere di ansia e angoscia all’avvicinarsi di qualsiasi situazione connotata sessualmente) sono stati brillantemente esposti; tuttavia solo la francese C. Audibert per quel che riguarda il vaginismo e Pasini, più in generale sul proliferare delle terapie corporee, hanno posto l’accento sul fatto che i cosiddetti disturbi sessuali, ricchezza di quelli che si sono investiti del titolo di “sessuologo”, sono segni di ben più vasti problemi che investono il rapporto della donna con il proprio corpo e con il partner. Ho ritenuto perciò interessante riferire per esteso solo dell’esperienza di L. Barbach, psicologa presso l’Università di San Francisco; in collaborazione con un’altra terapeuta ha organizzato presso l’università dei gruppi di terapia per sole donne con mancanza di orgasmo, ma capaci di provare delle sensazioni piacevoli a livello genitale. Ha dato loro dei compiti di scoperta e esplorazione del corpo da sperimentare a casa e da ridiscutere insieme all’interno del gruppo, come abbiamo già detto composto solo da donne, il lavoro del gruppo era composta da diverse tappe:
1)    insegnare alle donne a masturbarsi da sole. Anche per raggiungere questo scopo il lavoro era programmato a tappe:
a)    imparare a guardarsi e a toccarsi
b)    imparare l’anatomia e fisiologia dell’orgasmo
e) imparare a guardarsi e a disegnarsi
fare a casa un’ora di “lussuria” e poi ridiscutere con le altre donne che cosa si era provato nel dare gioia al proprio corpo e a se stesse.
sdrammatizzare e facilitare la masturbazione, facendo vedere dei film in cui delle donne si masturbano.
dare a ognuna dei compiti individuali per sancire che anche se il problema è lo stesso per tutte le donne del gruppo, ogni donna è fatta diversamente, ogni donna ha le sue tappe da raggiungere.
2)    Insegnare alle donne a masturbarsi con il/la partner, senza penalizzare il partner.
Scopo di questo lavoro terapeutico così strutturato è quello di far imparare ad ogni donna il potere positivo delle proprie capacità; questa educazione alla masturbazione e con essa all’orgasmo è svolta in gruppi di donne, poiché la presenza delle altre donne nel gruppo e il reciproco confronto fa aumentare la propria autostima, accettazione di sé e diminuire la colpa per il fatto di toccarsi. Anche se Lonnie Barbach non è dichiaratamente femminista, è secondo me realmente dalla parte della donna; «For your self”, il suo primo libro sulla sessualità e masturbazione è stato trovato interessante da moltissime donne; quello che è appena uscito negli USA sulle esperienze terapeutiche in gruppo è più tecnico e riferisce più in dettaglio l’esperienza dei gruppi di terapia di sole donne.
Con le altre compagne presenti abbiamo molto apprezzato che per far ritornare le donne al piacere queste terapeute abbiano cercato innanzitutto di farle passare attraverso il proprio corpo e la masturbazione, senza dimenticare un confronto più ampio all’interno del gruppo. Altre terapie ugualmente di successo, usano metodologie diverse ed arrivano allo stesso risultato senza tuttavia far prendere alle donne esplicitamente coscienza di sé, dei propri desideri e del proprio corpo.
È infine caratterizzante di tutto il convegno la reazione con cui è stato accolto l’intervento della Hite, (Autrice dell’or-, mai famoso Hite Report sulla sessualità delle donne americane). Attesissima star dell’ultima mattina di congresso è arrivata Shere Hite; anch’io ho atteso il suo arrivo: mi ha colpito positivamente la sua immagine di donna sicura e battagliera che è in grado di difendere e portare avanti i progetti in cui crede (almeno io l’ho voluta vedere così). I contenuti del suo discorso erano tutto ciò che come movimento abbiamo sempre detto sulla sessualità femminile; tuttavia, forse proprio i motivi per cui a me è risultata simpatica sono quelli per cui verso la metà del suo intervento in sala circolavano commenti del tipo: «Per queste sciocchezze che ha scritto, doveva diventare così famosa! Che cosa devo sentire, la psicologia non ha mai detto niente del genere”.


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