urss le donne ucraine prigioniere politiche

marzo 1976

vogliamo farvi conoscere il caso di alcune donne ucraine prigioniere politiche in Unione Sovietica.

Sono centinaia; ve ne presentiamo qualcuna:

Iryna STASIV-KALYNETS, Stefania SHABATURA, Nadia SVITLYTSH-NA-SHUMUK, Iryna SENYK, Nina STRQKATA-KARAVANSKA.

Sono finite in carcere incriminate dall’articolo 62, capitolo I, paragrafo 8 del Codice Penale che concerne i delitti contro il governo dell’URSS — sedizione e propaganda contro il governo.

Ecco i capi d’accusa:

1) Iryna STASIV-KALYNETS, poetessa e insegnante presso il Politecnico di Lviv. 6 anni di carcere e 3 anni di Irlanda esilio per impegno in campo culturale e militanza per il diritto umano.

2) Stefania SHABATURA, pittrice e tessitrice d’arte. 5 anni di carcere e 3 anni di esilio; divieto di dipingere. È sospettata di aver introdotto motivi «politici» nei suoi lavori di arazzi artistici.

3) Nadia SVITLYTSHNA-SHUMUK, bibliotecaria. 4 anni di carcere. Ha firmato la petizione in difesa di un critico letterario e, inoltre, si è rifiutata di denunciare suo marito.

4) Irina SBNYK, scrittrice. 6 anni di carcere e 5 anni di esilio. Ha firmato una lettera collettiva in difesa di un intellettuale.

5) Nina ST.ROKATA-KARAVANSKA, dottoressa e microbiologa, 4 anni di carcere. Ha rifiutato di rinunciare al marito, prigioniero politico.

E tante altre… stanno scontando la pena nei campi di lavoro forzato. Queste donne sono state private di difesa legale. In carcere non soffrono soltanto privazioni, ma anche torture fisiche e psicologiche difficili da scoprire. Gli è stata negata l’assistenza medica e sono sottoposte a diversi tipi di esperimenti medici e psichiatrici. Molte donne devono spesso subire gli abusi sessuali dei carcerieri. Le famiglie delle prigioniere vengono generalmente private dell’abitazione e del lavoro e vivono della carità delle persone amiche. L’amnistia concessa alle donne prigioniere in occasione dell’Anno Internazionale della Donna, 1975, non ha incluso le donne prigioniere politiche. È per questo che chiediamo al Governo dell’Unione Sovietica di concedere alle donne prigioniere politiche l’amnistia generale e, nell’attesa, di accordare loro un trattamento compatibile con la legge internazionale per i prigionieri politici.

A nome dell’umanità, domandiamo ai membri di questa Assemblea tutta la loro premura e cooperazione per aiutare le donne prigioniere politiche ad ottenere la libertà e il diritto di ritornare alle loro famiglie e alle loro case. Sono state loro che hanno difeso il proprio diritto civile ad una espressione libera, garantita dalla Costituzione stessa dei loro paesi, difendendo nello stesso tempo i diritti umani dei loro compatrioti.